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Come sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto [GUIDA]

Punti chiave

  • Se il touch screen è rotto, non significa automaticamente che il telefono sia perduto: finché lo smartphone si accende ancora, puoi provare a sbloccarlo e recuperare i dati.
  • La soluzione più immediata passa da uno schermo secondario, ma funziona solo se il dispositivo supporta USB OTG e la visualizzazione esterna tramite MHL/HDMI.
  • Un errore frequente è tentare ADB senza Debug USB attivo o senza i driver corretti sul PC: in quel caso il computer non comunica con il telefono e il metodo si blocca subito.
  • Pellicole, cover e flip cover aiutano contro urti e graffi, ma non risolvono un guasto elettronico del touch; se il componente interno si è rotto, di solito serve la sostituzione del display.

Come sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto

Quando lo schermo si rompe, il problema vero non è solo vedere male il contenuto: spesso diventa impossibile entrare nel telefono e quindi recuperare file, foto e dati. In genere smartphone, tablet e smartwatch sono dispositivi abbastanza fragili, a meno che non si tratti di modelli pensati per ambienti difficili e con elettronica più resistente. Tra i componenti più delicati c’è proprio il display: anche con i miglioramenti dei produttori contro graffi e urti, basta una caduta banale per danneggiare il touch screen e rendere il dispositivo inaccessibile.

Esistono protezioni utili, come il vetro temperato, le cover e le flip cover, ma servono soprattutto a limitare i danni da cadute accidentali e graffi. Non possono però proteggere da un guasto elettronico. Se il touch smette di funzionare per un malfunzionamento interno, l’unica soluzione per riportarlo a lavorare correttamente resta la sostituzione con un pannello nuovo.

Se sei arrivato qui, probabilmente stavi cercando una soluzione per uno di questi casi:

  • Come sbloccare uno smartphone Android con lo schermo rotto
  • Come sbloccare un telefono Android con il touch screen non funzionante
  • Come sbloccare uno smartphone Android con lo schermo nero

La riuscita dipende molto dalle impostazioni del tuo dispositivo. Per alcune procedure servono un tool per PC, Debug USB già attivato e, in certi casi, anche OTG. Se questi requisiti mancano, molto probabilmente non riuscirai a sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto, a meno di sostituire il touch screen con uno nuovo.

Collegati a uno schermo secondario

Se il touch non risponde più ad alcun comando, puoi comunque accedere al contenuto del telefono, vedere i file memorizzati e arrivare allo sblocco. Questa strada è possibile solo se il dispositivo Android supporta USB OTG (On-The-Go) e Screen Mirroring tramite cavo MHL / HDMI.

USB OTG consente ad altri dispositivi USB di interagire con lo smartphone Android. In pratica, puoi usare periferiche come un mouse o una tastiera USB collegandole tramite un adattatore OTG. Per questa soluzione servono anche altri elementi:

  • Adattatore multiporta USB Type-C o Micro Type-B, in base a ciò che supporta il tuo telefono
  • Un cavo MHL / HDMI
  • Un display secondario con ingresso HDMI, per esempio una TV o un monitor per PC
  • Un mouse USB

Se il telefono usa una porta USB Type-C, conviene usare un adattatore multiporta HDMI Type-C. Di solito questi adattatori includono una porta USB Type-C, una porta HDMI MHL e una porta USB Type-A. A quel punto basta collegarlo al telefono, poi connettere lo schermo secondario e infine il mouse USB all’altra estremità dell’adattatore. Una volta collegato tutto, sul display secondario, sia esso una TV o un monitor per PC, comparirà la schermata Home del telefono. Da lì, usando il mouse, potrai sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto.

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  1. Collega l’adattatore al telefono tramite la porta USB Type-C compatibile.
  2. Collega il display secondario, che sia una TV o un monitor per PC, alla porta HDMI dell’adattatore.
  3. Usa il mouse USB collegandolo alla porta disponibile sull’adattatore, poi procedi con lo sblocco dalla schermata Home.

Se invece il telefono non usa una porta USB Type-C, esiste un metodo simile per sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto. In questo caso serve un adattatore da USB a HDMI, a cui va aggiunto un Hub USB, perché servono più porte per collegare telefono, mouse USB e una penna USB su cui trasferire i file.

  1. Collega l’HDMI al display secondario, che sia una TV o un monitor per PC.
  2. Inserisci l’hub USB nella porta USB femmina dell’adattatore.
  3. Alimenta l’adattatore collegando la porta USB dell’adattatore a un caricatore USB.
  4. Collega i dispositivi all’hub USB: telefono, mouse USB e unità flash per salvare i file.

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Usa ADB (Android Debug Bridge)

Un’altra strada per sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto è usare Android Debug Bridge, noto anche come ADB. Con alcuni comandi inviati dal computer, puoi comunicare con lo smartphone e procedere allo sblocco via software, anche quando il display è inutilizzabile.

Per far funzionare questo metodo, devono essere presenti tutti questi elementi:

  • Lo smartphone con il touch screen non funzionante deve avere il Debug USB attivo; se non lo è, leggi la guida per attivare il Debug USB su Android se lo schermo non funziona
  • Devi scaricare su un computer con sistema operativo Windows Android Debug Bridge, che si trova nel download di Android studio
  • Devi scaricare e installare i driver ufficiali del telefono sul PC, che puoi trovare nel sito Web del produttore

Se manca anche solo uno di questi requisiti, il metodo non funzionerà. Se invece hai tutto il necessario, puoi continuare con i passaggi per sbloccare lo smartphone usando ADB.

  1. Cerca Platform Tools dopo aver scaricato e installato Android Debug Bridge (ADB) o Android Studio. Se non la trovi facilmente, puoi cercare la cartella nel percorso che in genere è C:/android/platform-tools.
  2. Apri la cartella e premi il tasto MAIUSC insieme al tasto destro del mouse.
  3. Seleziona PowerShell dal menu che compare, scegliendo la voce Apri finestra PowerShell qui per poter digitare i comandi.
  4. Collega il telefono al PC con il cavo USB, assicurandoti prima che sia acceso e che il computer lo riconosca.
  5. Verifica ADB dalla finestra PowerShell digitando il comando adb devices e premendo invio; se il PC ha riconosciuto lo smartphone, dovresti vedere una serie di caratteri.
  6. Controlla i driver se il dispositivo Android non viene riconosciuto dal computer, perché è possibile che quelli installati non siano corretti; in tal caso cerca i driver adatti e installali sul PC.
  7. Inserisci il PIN se il telefono è protetto da codice, scrivendo sempre da PowerShell il comando adb shell input text xxxx, dove xxxx va sostituito con il tuo PIN di sblocco, e poi il comando shell input keyevent 66.

Se invece il tuo smartphone usa come sistema di sblocco una sequenza, puoi provare questi comandi, che in genere riescono a rimuovere il blocco:

  1. Avvia ADB con il comando adb shell
  2. Entra nella cartella con cd /data/data/com.android.providers.settings/databases
  3. Apri il database con sqlite3 settings.db
  4. Disattiva l’autoblocco con update system set value=0 where name=’lock_pattern_autolock’;
  5. Disattiva il blocco permanente con update system set value=0 where name=’lockscreen.lockedoutpermanently’;
  6. Chiudi SQLite con .quit
  7. Esci dalla shell con Exit
  8. Riavvia il telefono con adb reboot

Se i comandi qui sopra non bastano per rimuovere la sequenza, prova anche il comando adb shell rm /data/system/gesture.key.

Errori comuni e limiti

Il punto da tenere presente è semplice: se il touch è danneggiato da un guasto elettronico, nessuna pellicola o cover può riportarlo a funzionare. In quel caso la vera soluzione resta la sostituzione del display. Anche il metodo con schermo secondario non è universale, perché richiede supporto per USB OTG e per l’uscita video tramite MHL / HDMI.

Lo stesso vale per ADB: se il Debug USB non era già attivo, se i driver non sono corretti o se il PC non riconosce il telefono, la procedura si ferma. È anche per questo che, nelle situazioni più difficili, non esiste un passaggio magico che funzioni sempre.

Quando conviene e quando no

Se il telefono si accende ancora e vuoi recuperare i dati il prima possibile, la soluzione con OTG e schermo esterno è in genere la più pratica. Richiede meno passaggi, soprattutto quando il dispositivo supporta già il mirroring video.

ADB è più tecnico, ma può risultare utile se hai già configurato tutto prima che lo schermo si rompesse. Se invece il telefono non si avvia più, o se mancano i requisiti fondamentali, queste procedure non bastano e la sostituzione del touch screen diventa la strada più realistica.

Con entrambi i metodi, dovresti riuscire a sbloccare uno smartphone Android che ha lo schermo rotto e quindi trasferire i tuoi dati.

Domande Frequenti

Devo provare prima OTG o ADB?

Di solito conviene partire da OTG e schermo secondario, perché è la strada più immediata se il telefono supporta USB OTG e l’uscita video. ADB è utile, ma richiede Debug USB attivo, driver corretti e un PC configurato bene.

Cosa succede se il PC non vede il telefono con adb devices?

Quasi sempre il problema riguarda i driver. Se il dispositivo Android non viene riconosciuto, devi cercare e installare i driver ufficiali del produttore sul computer.

Posso usare ADB se non avevo attivato il Debug USB?

No, almeno non con questa procedura. Senza Debug USB attivo, ADB non riesce a comunicare con lo smartphone.

Il metodo con schermo esterno funziona anche con porte Micro Type-B?

Sì, ma non usi lo stesso adattatore dei telefoni USB Type-C. In quel caso serve un adattatore da USB a HDMI e, per gestire più dispositivi contemporaneamente, anche un Hub USB.

Se il display è nero ma il telefono è acceso, posso ancora recuperare i dati?

Sì, ma solo se il dispositivo continua a funzionare e riesci a usare una delle due soluzioni previste. Se il telefono non dà più segni di vita, queste procedure non sono sufficienti.