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Google lancia Privacy Sandbox Beta sui dispositivi con Android 13

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Google ha annunciato martedì che sta ufficialmente implementando la versione Beta della “Privacy Sandbox” sui dispositivi mobili Android che hanno installato come sistema operativo la versione 13 di Android. “Privacy Sandbox” in versione Beta fornisce nuove API progettate pensando alla privacy come obbiettivo principale e non verranno utilizzati identificatori in grado di tracciare l’attività degli utenti su app e siti Web”, ha affermato il gigante della ricerca e della pubblicità online. “Le app che scelgono di partecipare alla Beta possono utilizzare queste API per mostrare annunci pertinenti e misurarne l’efficacia.” Il test della versione beta della Privacy Sandbox partirà con una “piccola percentuale” di dispositivi che usano Android 13 e nel tempo si espanderà gradualmente sugli altri dispositivi.

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La versione Beta di “Privacy Sandbox” che potranno usare gli utenti con il sistema operativo aggiornato ad Android 13, sarà accessibile tramite una sezione dello smartphone che si chiama “Privacy Sandbox” e che sarà raggiungibile dalle Impostazioni dello smartphone. Attraverso la Privacy Sandbox, sarà possibile per gli utenti riuscire a controllare la propria partecipazione e visualizzare e gestire i loro interessi principali per la pubblicità. Questo verrà determinato dall’API Topics, in modo da mostrare annunci pertinenti all’utente senza il bisogno di cookie. Secondo quanto dichiarato da Google, la tassonomia iniziale degli argomenti su Privacy Sandbox Beta dovrebbe includere da poche centinaia a diverse migliaia di argomenti. Gli argomenti saranno selezionati da esseri umani e tutti gli argomenti sensibili saranno esclusi dall’elenco.

La Privacy Sandbox di Google che si potrà usare con i dispositivi Android, è stata creata in risposta alla App Tracking Transparency (ATT) di Apple. Quest’ultima richiede agli sviluppatori di app di ottenere il consenso esplicito degli utenti prima di monitorare il loro comportamento online tramite tracciamento su app e siti web attraverso identificatori univoci. L’ATT è stato introdotto da Apple con iOS 14.5. La Privacy Sandbox, è al momento un esperimento che fa parte di un’iniziativa più ampia del Web e che ha come obbiettivo finale, quello di riuscire ad eliminare gradualmente i cookie di terze parti dal browser Web Chrome e si pensa di riuscirci entro il 2024.

La tecnologia che consente di raccogliere gli interessi in evoluzione degli utenti è basata sull’apprendimento federato, una tecnica di apprendimento automatico che permette di separare la “capacità di effettuare l’apprendimento automatico dalla necessità di archiviare i dati nel cloud”. Questo consente ai dispositivi decentralizzati come gli smartphone di apprendere un modello di previsione condiviso in modo efficiente, mantenendo tutti i dati di addestramento conservati sul dispositivo e in questo modo, i siti Web possono accedere alle informazioni sugli utenti senza compromettere la loro privacy. Attualmente, i dispositivi Android vengono assegnati ad un identificatore univoco che può essere reimpostato dall’utente e utilizzato dagli sviluppatori di app per tracciarne il comportamento online. Privacy Sandbox, invece, sostituisce l’identificatore con una serie di strumenti progettati per tutelare la privacy, limitando la condivisione delle informazioni di ogni utente e, allo stesso tempo permettere la visualizzazione di annunci personalizzati e di interesse. Google spera che le sue proposte trovino un equilibrio tra la pubblicità basata sugli interessi degli utenti e la privacy. Tuttavia, la società ha criticato l’approccio di Apple, che ritiene poco pratico e che non fornisce alternative.

Anche l’ATT di Apple è stato oggetto di critiche in passato. Precisamente, nel settembre 2021, Lockdown Privacy ha definito la politica di Apple “funzionalmente inutile per fermare il tracciamento di terze parti” e ha affermato che “non ha fatto alcuna differenza nel numero totale di tracker di terze parti attivi”. Il rapporto del Financial Times di dicembre 2021 ha rilevato che le app continuano a tracciare gli utenti su iOS, anche se in modo anonimo e aggregato, simile alla Privacy Sandbox di Google, dimostrando che l’App Tracking Transparency di Apple non ha completamente eliminato il tracciamento dei suoi utenti su iOS. Vedremo in ogni caso come cambierà il mondo della pubblicità web a breve.

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