Come risolvere l’errore “Il dispositivo non è certificato da Google” di Google Play Store

Punti chiave
- Se compare il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google”, il Play Store può bloccare ricerca, download e aggiornamenti delle app.
- La prima verifica utile è controllare la voce Certificazione Play Protect nel Google Play Store: se leggi Non certificato, il terminale non ha una certificazione valida.
- Il rimedio più semplice è la registrazione nella white list di Google tramite l’ID Google Services Framework (GSF); se non basta, esiste un secondo metodo più rischioso con root, TWRP Recovery e modifica di build.prop.
- Installare APK da market alternativi può aiutare per alcune app, ma non elimina il blocco con i servizi Google e spesso il messaggio ricompare lo stesso.
- Non tutti i dispositivi si recuperano in modo definitivo: alcuni metodi possono non funzionare, altri richiedono attenzione perché un errore può rendere il telefono temporaneamente inutilizzabile.
Come risolvere l’errore “Il dispositivo non è certificato da Google” di Google Play Store
Quando il Play Store mostra “Il dispositivo non è certificato da Google”, il problema non è solo un avviso fastidioso: in molti casi il download delle app si blocca del tutto. Il punto di partenza, però, è capire se il terminale è davvero certificato e, se non lo è, scegliere la strada più adatta. Un errore comune è pensare che basti installare le app da altre fonti per sistemare tutto, ma per i servizi Google questa scorciatoia spesso non risolve nulla. C’è anche un limite reale da tenere presente: se il dispositivo non ha una certificazione valida, alcune procedure possono non bastare oppure possono risultare rischiose.
Perché compare il messaggio
Il messaggio di mancata certificazione compare perché Google tutela i propri servizi e le proprie app tramite licenze e controlli di compatibilità. In pratica, l’azienda richiede ai produttori di smartphone, tablet e altri dispositivi Android di ottenere una licenza per usare i propri servizi. Questo serve anche a scoraggiare i dispositivi Android privi di certificazione, soprattutto per una questione di sicurezza per l’utente.
Tutti i produttori possono ottenere i GMS (Google Mobile Services) per i propri device, ma se il dispositivo non è certificato da Google non si possono utilizzare. Di conseguenza non sarà possibile scaricare applicazioni come Google Gmail, Maps, Google Foto e altri servizi Google che richiedono una certificazione valida. Google certifica soltanto i dispositivi che includono app proprietarie in uso con una licenza rilasciata da Google e che hanno superato i test di compatibilità Android. Solo i dispositivi certificati sono quindi idonei all’installazione e all’utilizzo dei servizi Google.
Google ha già informato i suoi partner che i processi GMS delle sue app sarebbero stati bloccati sui dispositivi che non hanno ottenuto l’approvazione o che risultano in generale non certificati. Il blocco dei dispositivi Android non certificati per l’accesso alle app e ai servizi, incluso Google Play, impedisce di fatto l’uso del market: al tentativo di download o aggiornamento compare il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google” e il procedimento si interrompe. Alla prima attivazione di un dispositivo privo di licenza può comparire anche un messaggio pop-up che avvisa che l’utente non avrà alcuna garanzia sul corretto funzionamento dei servizi Google, Play Store incluso, e che i download delle applicazioni Google verranno bloccati. In questi casi alcuni utenti provano a cercare le app su market alternativi e a installare manualmente gli APK, ma per i servizi Google questo spesso non evita la comparsa dell’avviso.
Controlla se il dispositivo è certificato
Se ricevi il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google”, la prima cosa da fare è verificare se lo smartphone o il tablet in uso ha davvero una certificazione valida. Per controllarlo segui questi passaggi.
- Apri Google Play Store toccando la sua icona
- Tocca l’icona del profilo
- Vai su Impostazioni
- Espandi Informazioni dalle Impostazioni
- Controlla Certificazione Play Protect: da qui puoi verificare se il dispositivo è certificato oppure no; se non lo è, vedrai la scritta “Non certificato”
Se il dispositivo non risulta certificato, significa che Google non dispone di un record dei risultati dei test di compatibilità Android. In questo caso tieni presente che:
- i dispositivi non certificati da Google potrebbero non essere sicuri per l’utente
- i dispositivi privi di certificazione potrebbero non ricevere gli aggiornamenti del sistema operativo Android o persino i semplici aggiornamenti delle applicazioni
- le applicazioni Google installate su dispositivi non certificati non hanno alcuna licenza e quindi potrebbero non essere le vere app rilasciate da Google
- le app e le funzioni presenti sui dispositivi non certificati potrebbero non funzionare correttamente
- il backup dei dati eseguito su dispositivi privi di certificazione da parte di Google potrebbe non essere effettuato in modo sicuro
Conviene intervenire anche se il messaggio non è ancora apparso: spesso è solo una questione di tempo prima che il blocco compaia, e in quel momento smartphone o tablet potrebbero ritrovarsi con i servizi Google fermati all’improvviso. Meglio quindi prevenire e certificare il dispositivo in anticipo, se non lo è già, seguendo uno dei metodi presenti in questa pagina.
Se il dispositivo non è certificato e compare il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google”, Google consiglia anche di contattare il produttore del terminale e chiedere un dispositivo con certificazione Google che abbia superato tutti i test previsti. Per un elenco dei produttori puoi visitare questa lista, dove sono presenti tutti i partner certificati da Google che usano Android.
Registra il dispositivo nella white list di Google
In alternativa al controllo della certificazione, puoi provare un metodo semplice per sbarazzarti del messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google” e tornare a installare e aggiornare le applicazioni dal Play Store. Questa procedura consiste nella registrazione del dispositivo in una white list di Google. L’obiettivo di Google, infatti, non è bloccare le GApps o i download degli utenti, ma limitare i produttori che usano Android come sistema operativo senza una licenza valida. Per questo motivo chi usa una versione di Android con una certificazione non valida può registrare il dispositivo in una pagina dedicata e tentare di riabilitare le app e i servizi Google.
Per iniziare questa procedura segui i passaggi nell’ordine indicato:
- Installa Device ID sul terminale per trovare l’ID Google Services Framework, oppure usa il comando della shell ADB:
$ adb root$ adb shell ‘sqlite3 /data/data/com.google.android.gsf/databases/gservices.db “select * from main where name = “android_id”;”‘
- Apri Device ID e copia il codice che trovi nella seconda riga, chiamata Google Service Framework (GSF)
- Apri la pagina di registrazione facendo clic su questa pagina
- Inserisci l’ID Android nel campo ID Android Google Services Framework
- Premi Registrati; se non dovesse funzionare, potrebbe essere necessaria la conversione del codice: in quel caso converti il valore da esadecimale a decimale con questo tool online e riprova la registrazione
Se tutto va a buon fine, potrai tornare a utilizzare le GApps, incluso Google Play Store, e quindi scaricare nuove applicazioni e aggiornare quelle già installate. Tieni però presente che questo metodo non è infallibile e potrebbe non funzionare su alcuni dispositivi; in quel caso bisogna semplicemente accettare che il terminale resti senza le applicazioni e i servizi offerti da Google.
Metodo più invasivo con build.prop
Se il sistema della white list non basta, esiste un’altra soluzione per eliminare il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google”. Va detto però che questo metodo, pur essendo stato provato con successo, può essere rischioso per l’utente: il dispositivo potrebbe diventare temporaneamente inutilizzabile o, nel peggiore dei casi, restare inutilizzabile per sempre se non fai un backup. Inoltre nessuno può garantire che sia davvero efficace sul tuo specifico device. Segui quindi questa procedura a tuo rischio e pericolo.
Prima di iniziare devi avere:
- un dispositivo Android con i permessi di Root attivi e TWRP Recovery installata
- un File manager installato sul terminale
- un nandroid backup dell’intero firmware che usi attualmente, con tutti i dati più importanti, così da poter ripristinare il nandroid backup se qualcosa dovesse andare storto
Accedi al file build.prop e sostituisci in modo personalizzato questi valori:
- ro.product.brand =
- ro.product.manufacturer =
- ro.build.product =
- ro.product.model =
- ro.product.name =
- ro.product.device =
- ro.build.description =
- ro.build.fingerprint =
- Salva il file modificato
- Apri Impostazioni e vai su Applicazioni > Google Play Store > Cancella tutti i dati
- Cancella i dati anche per Google Play Services
- Riavvia in TWRP Recovery
- Cancella Cache e Dalvik Cache
- Riavvia il dispositivo
- Avvia Google Play Store
Con questo sistema potresti continuare a visualizzare il messaggio “Il dispositivo non è certificato da Google”, ma dovresti comunque riuscire a scaricare e aggiornare le applicazioni dal Google Play Store.
Errori comuni e limiti da tenere presenti
Il primo errore da evitare è pensare che il messaggio sparisca solo perché hai installato le app manualmente da un altro market. Per alcune applicazioni può funzionare, ma per i servizi Google e per il Play Store spesso il blocco resta. Un altro limite concreto è che la registrazione nella white list non è garantita su tutti i device: su alcuni funziona, su altri no.
Anche il metodo con build.prop non va considerato una soluzione leggera. Richiede accesso root, TWRP e un backup completo, e se qualcosa va storto il dispositivo può restare fermo. Inoltre i dispositivi senza certificazione possono continuare ad avere problemi di aggiornamenti, compatibilità, sicurezza e backup, anche quando riesci a usare di nuovo il Play Store.
Quando conviene e quando no
In pratica, la strada più sensata è partire dal controllo della Certificazione Play Protect. Se il terminale è certificato, il problema può dipendere da altro; se non lo è, la prima prova utile resta la registrazione dell’ID GSF nella white list di Google. È la soluzione meno invasiva tra quelle disponibili e, quando funziona, ripristina l’accesso alle app Google senza intervenire sui file di sistema.
Se invece il dispositivo resta bloccato, il metodo con build.prop va preso in considerazione solo quando hai già root, TWRP e un nandroid backup pronto. Se non hai questi elementi, non conviene forzare la procedura. E se il terminale non supera i controlli di Google o non ha una certificazione valida, la scelta più sicura resta quella di contattare il produttore o orientarsi verso un dispositivo certificato.
Domande Frequenti
Come faccio a capire subito se il telefono è certificato?
Apri il Play Store, entra nelle impostazioni e controlla la voce Certificazione Play Protect. Se compare Non certificato, il dispositivo non ha una certificazione valida per Google.
Posso usare solo i market alternativi per risolvere?
No, non davvero. Puoi anche installare alcune app manualmente, ma con i servizi Google il messaggio può continuare a comparire e il Play Store può restare bloccato.
La registrazione nella white list funziona sempre?
No. È un tentativo utile e spesso semplice, ma l’articolo stesso segnala che non è infallibile e che su alcuni dispositivi potrebbe non funzionare.
Il metodo con build.prop è adatto a chi non ha root?
No, perché richiede un dispositivo con Root attivo e TWRP Recovery installata, oltre a un backup completo prima di toccare i file di sistema.
Se vedo ancora il messaggio dopo la procedura, cosa significa?
Può succedere anche se il Play Store torna a funzionare. In quel caso il messaggio resta visibile, ma dovresti comunque riuscire a scaricare e aggiornare le app dal Google Play Store.


